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Trasparenza · fonti con data

Aggiornamenti e fonti del contenuto

Registro pubblico delle revisioni importanti che facciamo al contenuto di EsameCaccia: cosa abbiamo cambiato, quando e con quale fonte ufficiale. Lo teniamo aperto per trasparenza — la normativa venatoria cambia, e un dato sbagliato dentro una lezione si studia come se fosse giusto. Ogni voce cita la norma o la pagina dell'amministrazione su cui è stata verificata, così chiunque può controllarla.

Ultima revisione di questa pagina: .

  1. Regioni

    In Campania la legge che esce per prima cercando è abrogata dal 2012

    Cercando «legge caccia Campania» il primo risultato è la L.R. 8/1996, che è ABROGATA dal 2012 per effetto della L.R. 9 agosto 2012, n. 26. È la legge vigente, la 26/2012, quella che le lezioni citano ora. Le ventuno leggi regionali sono state verificate una a una sulla banca dati normativa di ciascuna amministrazione, e non su un motore di ricerca: una legge abrogata si cita bene quanto una in vigore, la pagina risponde 200 e nessun controllo se ne accorge. La 8/1996 resta nel corso soltanto come risposta sbagliata di una domanda, che è il posto giusto per lei.

  2. Esami

    Nel Lazio sono quindici domande con due errori al massimo, non trenta

    La scheda del corso pubblicava trenta domande e ventuno risposte esatte per passare. L'art. 40 della L.R. 17/1995 dice altro: quindici quesiti con non più di due errori. E le materie sono sette, non cinque — la legge aggiunge le regole di comportamento venatorio e la cinofilia. Anche l'articolazione era sbagliata: due prove, non tre.

  3. Esami

    In Calabria sono venti domande e sedici risposte esatte

    Dicevamo trenta domande e ventuno risposte esatte. L'art. 17, comma 10 della L.R. 9/1996 pubblica venti quesiti a tre risposte e sedici esatte per superare la prova. Chi si preparava con la nostra cifra si allenava su un esame che non è il suo.

  4. Esami

    In Basilicata sono venti quiz in mezz'ora, e la soglia non la pubblica la Regione

    La scheda diceva trenta domande, ventuno esatte e tre prove. Sono venti quiz in trenta minuti e due prove: la pratica di riconoscimento sta dentro l'orale. La soglia per passare la Regione non la pubblica, e per questo non la scriviamo: la nostra simulazione usa una soglia sua, segnalata come tale. Prima la scheda dichiarava ventuno risposte esatte su venti domande — una simulazione impossibile da superare.

  5. Esami

    In Lombardia il numero di domande non lo pubblica nessuna norma

    La lezione diceva «un questionario di trenta domande» mentre la scheda della regione segnava quel dato come non verificato: quattro punti del corso affermavano una cifra e il quinto diceva che non la sapevamo. Verificato sulla banca dati normativa regionale: né l'art. 44 della l.r. 26/1993 né il decreto 5138/2017, che pubblica la banca dei quiz, dicono quante domande abbia la prova. Il «trenta» non veniva da nessuna parte. E l'art. 44, comma 5 chiarisce che le prove sono DUE, scritta a quiz e orale: il riconoscimento è una materia, non una terza prova.

  6. Esami

    In Veneto la legge pubblica tutte le cifre, zona Alpi compresa

    La scheda dichiarava due prove. La L.R. 50/1993 ne prevede tre e pubblica i numeri per intero: trenta domande a tre risposte con ventuno esatte per passare, e quindici domande con dodici esatte per chi sostiene l'esame in zona Alpi. È una delle poche regioni che pubblica il formato completo, e ora il corso lo riporta così com'è.

  7. Esami

    In Umbria l'esame è provinciale e l'articolazione la fissano le Province

    La scheda descriveva un esame regionale con tre prove. La L.R. 14/1994 affida alle Province sia la commissione sia l'articolazione delle prove, quindi non c'è un formato regionale da pubblicare. Lo stesso vale per l'Emilia-Romagna, dove le modalità le fissa la Giunta, e per il Friuli-Venezia Giulia, dove la legge garantisce soltanto una prova pratica di maneggio delle armi. Dove la legge non dice il formato, il corso non lo inventa.

  8. Cinofilia

    L'addestramento dei cani non è l'art. 20 della legge 157/1992

    La lezione di cinofilia diceva che l'allenamento e l'addestramento dei cani sono disciplinati dall'art. 20 della L. 157/1992. L'art. 20 è l'introduzione di fauna selvatica dall'estero. L'addestramento è l'art. 10, comma 8, lettera e), dentro i piani faunistico-venatori — che è anche contenuto migliore, perché lega la cinofilia alla pianificazione del territorio. Lo insegnava male la lezione e lo chiedeva male una domanda: un numero di articolo plausibile si legge esattamente come uno corretto. Da allora la rubrica dei trentotto articoli della legge sta nel repository e un articolo citato che non esiste blocca la pubblicazione.

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