Última actualización: 01/09/2026
Glossario del cacciatore
I termini che incontrerai nel programma, all'esame e sul campo, spiegati in una riga. Se esci da una lezione con un dubbio, torna qui.
Se una parola ti suona dal programma ma non ricordi cosa significhi esattamente, cercala qui. Il glossario cresce con i contenuti: quando entra una lezione nuova, i termini che vi compaiono entrano anche in questo elenco.
A
Abbattimento. L'uccisione di un capo nell'esercizio venatorio. Va annotato sul tesserino subito dopo, non a fine giornata: è uno degli obblighi che la vigilanza contesta più spesso.
Abilitazione all'esercizio venatorio. L'attestato che si ottiene superando l'esame davanti alla commissione convocata dalla Regione. È il primo dei quattro documenti che servono per cacciare e l'unico che richiede un esame. Non scade: si consegue una volta nella vita, e torna necessaria solo in caso di revoca della licenza.
Alloctona. Specie non originaria del territorio, introdotta dall'uomo. Per queste la legge non punta alla conservazione ma all'eradicazione o al controllo delle popolazioni: la nutria è il caso più noto.
Ambito Territoriale di Caccia (ATC). Porzione di territorio in cui è organizzata la caccia programmata nella maggior parte d'Italia. Ci si iscrive, e il numero di cacciatori ammessi non è illimitato: è commisurato al territorio e alla fauna che quel territorio produce.
Anatidi. Famiglia che comprende anatre, oche e cigni. Alcuni sono cacciabili, altri particolarmente protetti: in palude le femmine si somigliano molto più dei maschi, ed è lì che nascono gli errori.
Anima. L'interno della canna. Può essere liscia, e allora spara pallini o una palla unica, o rigata, con scanalature elicoidali che imprimono alla palla una rotazione e la stabilizzano come una trottola.
Appostamento fisso. Postazione autorizzata e soggetta a tassa regionale, legata alla forma di caccia scelta. Da non confondere con l'appostamento temporaneo, che si monta e si smonta nella giornata.
Arco. Mezzo di caccia ammesso dall'art. 13. Chi caccia con l'arco — come chi caccia col falco — non consuma la scelta della forma di caccia dell'art. 12.
Azienda faunistico-venatoria. Istituto privato in cui la caccia si esercita, con finalità e regole proprie e soggetto a tasse regionali. Non è un'area protetta, anche se il nome può ricordarne una.
Azienda agri-turistico-venatoria. Come la precedente, ma orientata al prelievo di fauna di allevamento e all'attività agrituristica.
B
Balistica. Lo studio del proiettile in tre fasi: interna dentro la canna, esterna dentro l'aria, terminale dentro l'animale. La frase che le tiene in ordine è «dentro la canna, dentro l'aria, dentro l'animale».
Beccaccia. Scolopax rusticola, migratrice di bosco dal becco lungo, una delle prede più ambite della caccia di penna. Da non confondere con il beccaccino, che vive in zona umida aperta.
Borra. Il pezzo di cartuccia che sta fra polvere e carica: la spinge come un pistone e la protegge dai gas caldi. Nelle cartucce moderne è quasi sempre in plastica, ed è il pezzo che finisce nei campi.
Bossolo. L'involucro della cartuccia. Durante lo sparo si dilata contro le pareti della camera e fa da guarnizione, impedendo ai gas di tornare indietro. Va recuperato: non lasciarlo sul luogo di caccia è un obbligo di legge, non un'esortazione.
Braccata. Caccia collettiva al cinghiale in cui i cani, condotti dai canai, spingono gli animali verso una linea di poste. Concentra in poche ore tutti i fattori di rischio: molte persone, animali veloci, tiri istintivi, poca visibilità.
Bramito. Il verso del cervo maschio nel periodo degli amori. Serve anche a censire: il conteggio al bramito è uno dei metodi con cui si stima la popolazione.
C
Calendario venatorio. L'atto con cui la Regione fissa ogni anno date di apertura e chiusura per ciascuna specie, giornate, carnieri e limitazioni. Può restringere quello che la legge nazionale consente, mai allargarlo, e può chiudere una specie a stagione iniziata.
Camoscio. Attenzione alla coppia: il camoscio alpino (Rupicapra rupicapra) è cacciabile, il camoscio d'Abruzzo (Rupicapra pyrenaica) è particolarmente protetto e la sua uccisione ha una sanzione penale aggravata.
Canaio. Chi conduce i cani in braccata, spingendo la selvaggina verso le poste. Non è un ruolo secondario: il ritmo della giornata lo detta lui.
Capacità portante. Il numero di individui che un ambiente può mantenere in modo stabile. Superarla non produce una popolazione più ricca ma una più fragile: animali in peggiori condizioni, più malattie, più danni alle colture.
Carniere. Il numero massimo di capi prelevabili, giornaliero o stagionale, e per estensione il risultato della giornata. Non è una tassa sul divertimento: è il modo di agganciare la quantità prelevata a quanto la popolazione può produrre.
Caccia di selezione. Prelievo individuale degli ungulati, da postazione o in avvicinamento, con arma rigata e ottica, su un capo identificato per sesso e classe di età prima del tiro. Richiede un'abilitazione ulteriore, con corso ed esame propri.
Caccia vagante. Forma di caccia in cui ci si sposta cercando la selvaggina, in contrapposizione all'appostamento. È una delle opzioni dell'art. 12 comma 5.
Cinofilia. La conoscenza dei cani da caccia: gruppi, impiego, addestramento e benessere. In alcune Regioni è materia d'esame a sé.
Comprensorio alpino. L'equivalente dell'ATC nella zona faunistica delle Alpi, che la legge tratta a parte perché la fauna alpina richiede una gestione diversa.
Controllo faunistico. Gli interventi dell'art. 19 per ridurre danni e rischi. La legge lo dice a chiare lettere: le attività di controllo non costituiscono attività venatoria. Si fanno dove la caccia è vietata, quando è vietata, e con finalità che non sono il prelievo.
Coturnice. Galliforme alpino e appenninico, del gruppo con la finestra di caccia più stretta.
D
Daino. Dama dama, ungulato cacciabile del gruppo alpino e degli ungulati.
Deroga. L'istituto dell'art. 19-bis con cui una Regione può discostarsi dai divieti in casi stretti: assenza di altre soluzioni soddisfacenti, periodi determinati, indicazione di specie, mezzi, quantità e controlli, e parere dell'ISPRA. È l'istituto più contestato della materia.
Direttiva Habitat. La 92/43/CEE, che protegge gli habitat naturali e le specie animali e vegetali diverse dagli uccelli. Da lei nascono le ZSC.
Direttiva Uccelli. Oggi la 2009/147/CE, che ha sostituito la storica 79/409/CEE senza cambiarne l'impianto. Protegge gli uccelli selvatici europei. Da lei nascono le ZPS.
F
Fagiano. Phasianus colchicus, la selvaggina stanziale di penna più diffusa e la più oggetto di ripopolamento.
Fauna selvatica. Per la legge è patrimonio indisponibile dello Stato, tutelato nell'interesse della comunità nazionale e internazionale. Da questa frase discende tutto il resto: la protezione è la regola, la caccia è l'eccezione regolata.
Ferma. L'immobilizzarsi del cane in punta quando individua la selvaggina, segnalandone la posizione senza farla involare. È ciò che governa la distanza di tiro.
Forma di caccia. La scelta dell'art. 12 comma 5 fra vagante in zona Alpi, da appostamento fisso e le altre forme consentite. Va indicata sul tesserino, e arco e falconeria non la consumano.
G
Gasping. Il respiro rumoroso e a boccheggi che compare nei primi minuti di un arresto cardiaco. Non è respiro: chi lo vede deve trattare la persona come se non respirasse.
Germano reale. Anas platyrhynchos, l'anatide cacciabile più comune. Il maschio si riconosce facilmente; la femmina molto meno, ed è lì che serve prudenza.
Girata. Caccia al cinghiale con un solo cane limiere condotto al guinzaglio, che stana l'animale verso poche poste. Più selettiva e silenziosa della braccata.
Gittata massima. La distanza massima che un proiettile può raggiungere. Non ha nulla a che vedere con la distanza utile di tiro: con la carabina si misura in chilometri, e il tiro utile è una frazione minima. È il motivo per cui la legge, per le armi diverse dall'anima liscia, parla di una volta e mezza la gittata invece di un numero fisso.
I
Innesco. La capsula sul fondello della cartuccia. È l'unica parte che funziona per urto e non per pressione: per questo una cartuccia caduta sul fondello merita rispetto.
ISPRA. L'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. È l'organo tecnico che dà i pareri su calendari, deroghe e piani di controllo.
L
Laccio emostatico. Si applica a monte della ferita quando l'emorragia di un arto non si ferma con la compressione. Si stringe finché il sangue smette, si annota l'ora e non si allenta: toglierlo lo decide chi ha una sala operatoria.
Lepre. Tre lepri, tre regimi diversi: la comune nel primo gruppo dell'art. 18, la bianca nel gruppo alpino, l'italica solo in Sicilia e con una finestra propria.
Licenza di porto di fucile per uso di caccia. Il titolo che rilascia la Questura ed è valido su tutto il territorio nazionale. Non prevede un esame proprio. È un titolo di pubblica sicurezza prima ancora che venatorio.
M
Migratrice. Specie che attraversa più Paesi in un anno. La sua popolazione è condivisa fra decine di territori, e per questo la disciplina viene da direttive europee e convenzioni internazionali, non da decisioni locali.
Miglioramenti ambientali. Colture a perdere, siepi, punti d'acqua, fasce di rifugio. Sono l'altra metà della gestione: si preleva di più là dove l'ambiente produce di più.
Muflone. Ovis aries musimon, cacciabile con esclusione della popolazione sarda. È una delle coppie in cui l'aggettivo geografico cambia il regime giuridico.
Muta. Il rinnovo del piumaggio o del pelo. Negli uccelli avviene di solito dopo la riproduzione e prima della migrazione, ed è un periodo di forte dispendio energetico: rende anche il riconoscimento più difficile.
Mustelidi. Famiglia che comprende martora, puzzola, faina, lontra. Nessuno è cacciabile: le prime tre e la lontra sono particolarmente protette o fuori elenco. Nel dubbio, in un bosco, un mustelide non si spara mai.
N
Natura 2000. La rete europea di siti protetti, formata da ZPS e ZSC. Non è un parco: in un sito Natura 2000 la caccia può essere consentita, ma con le limitazioni delle misure di conservazione proprie del sito.
Nutria. Myocastor coypus. Non rientra fra le specie cui si applica la legge sulla caccia: il suo prelievo avviene nei piani di controllo, non nell'esercizio venatorio. Se ti chiedono se è cacciabile, la risposta corretta non è né sì né no.
O
Oasi di protezione. Area destinata al rifugio, alla sosta e alla riproduzione della fauna. È il cuore della rete: produce gli animali che poi si disperdono nel territorio circostante. La caccia vi è vietata, e violarlo è reato.
Ottica. Il cannocchiale di puntamento dell'arma rigata. Obbligatorio in pratica per la caccia di selezione, dove il capo va identificato per sesso e classe di età prima del tiro.
P
Palla unica. Munizione che trasforma il fucile ad anima liscia in un'arma da caccia grossa a corta distanza. Concentra tutta l'energia in un punto e ha una gittata enormemente maggiore dei pallini: con la palla non valgono più i ragionamenti sulle distanze.
Pallini. Carica multipla che forma una rosata. Il principio: pallini piccoli e numerosi per selvaggina piccola e vicina, grandi e pochi per selvaggina più grossa. Nelle zone umide e nei cento metri intorno il piombo è vietato, e il divieto riguarda anche il semplice trasporto.
Passo. Il momento in cui una migratrice attraversa una zona. Dipende da fotoperiodo, meteo e vento, e cambia di settimane da un anno all'altro: la stagione la fa il tempo, non il calendario.
Piano di prelievo. Il documento che traduce il censimento in numeri, ripartiti per sesso e classe di età. Abbattere un capo di classe sbagliata è violazione anche quando il totale non è stato superato.
Piano faunistico-venatorio. Lo strumento con cui si pianifica il territorio agro-silvo-pastorale: destina una quota a protezione e il resto alla caccia programmata. Fissa anche zone e periodi per l'addestramento dei cani.
Polizze. Le due assicurazioni obbligatorie dell'art. 12: responsabilità civile verso terzi e infortuni. Senza, cacciare è un illecito amministrativo esplicito.
Prova pratica. In alcune Regioni una delle prove dell'esame; in altre il riconoscimento e il maneggio delle armi sono argomenti dentro le materie, non prove a sé. Quali prove preveda il tuo esame va verificato nel bando della sessione.
Q
Quaglia. Coturnix coturnix, migratrice precoce del primo gruppo dell'art. 18: chiude prima perché più avanti è già altrove.
R
Rastrello. Modo di battere il terreno in linea. L'art. 21 lettera h) vieta di cacciare a rastrello in più di tre persone: la squadra si organizza in poste e canaio, non in una linea che spazza il terreno.
Riporto. Il recupero del capo abbattuto da parte del cane, anche in acqua, e la consegna del capo integro. Nella caccia agli acquatici è ciò che separa un capo recuperato da un capo perso.
Rimbalzo. Il ripartire imprevedibile di un proiettile su acqua, roccia, terreno gelato o ghiaccio, conservando energia pericolosa. È il motivo per cui non si spara mai radente a una superficie dura o all'acqua.
Rosata. La distribuzione dei pallini sul bersaglio. Si allarga con la distanza fino a diradarsi tanto che la selvaggina passa in mezzo, o viene raggiunta da due o tre pallini che feriscono senza abbattere: è la causa più comune di ferimenti evitabili.
S
Selvaggina. La fauna oggetto di caccia. Si divide in stanziale, che vive tutto l'anno sullo stesso territorio, e migratrice.
Sicurezza (le quattro regole). Arma scarica quando non stai per sparare, aperta perché si veda da lontano, canna in alto o a terra e mai attraverso ciò che non sei disposto a distruggere, e bersaglio identificato. La sicura è un dispositivo meccanico e i dispositivi meccanici si rompono.
Silenzio venatorio. I giorni in cui non si caccia in nessun caso, indipendentemente dalle giornate settimanali a disposizione.
Starna. Perdix perdix, galliforme stanziale del primo gruppo dell'art. 18, oggetto frequente di ripopolamento.
Strozzatura. Il restringimento terminale della canna liscia, che governa l'apertura della rosata. Non tutte le strozzature tollerano i pallini d'acciaio, che sono più duri del piombo: prima di passare all'acciaio va verificato che il fucile sia omologato.
Surplus. L'eccedenza di giovani che una popolazione produce ogni anno e che l'ambiente non può mantenere. È il margine su cui il prelievo può insistere: si preleva il surplus, non il capitale.
T
Tassa di concessione regionale. Tassa annuale istituita da ogni Regione ai sensi dell'art. 23. La legge nazionale la tiene fra il cinquanta e il cento per cento della tassa erariale corrispondente. Tre regole che quasi nessuno conosce: non è dovuta se durante l'anno cacci esclusivamente all'estero, la tassa di rinnovo non è dovuta se non eserciti la caccia, e va rimborsata in caso di diniego della licenza o di rinuncia all'assegnazione dell'ambito.
Tesserino venatorio. Il documento che rilascia la Regione di residenza e che si rinnova ogni stagione. Qui sta il trabocchetto: la licenza di porto di fucile è statale, il tesserino no. Per cacciare in un'altra Regione è la tua Regione di residenza ad apporre le indicazioni relative.
Tordo. Turdus philomelos e affini, fra le migratrici più cacciate in Italia, del gruppo che chiude più tardi.
Traccia (cane da). Cane specializzato nel seguire a freddo la traccia di sangue di un ungulato ferito, anche molte ore dopo. Nella caccia di selezione il recupero del ferito non è un servizio accessorio: è un dovere.
U
Ungulati. Cervo, capriolo, daino, camoscio, muflone e cinghiale. Si gestiscono con censimenti e piani di prelievo, e il loro prelievo selettivo richiede un'abilitazione ulteriore.
V
Valutazione di incidenza. La procedura cui deve passare qualunque piano o progetto che possa avere effetti significativi su un sito Natura 2000. Ti riguarda indirettamente: i piani faunistico-venatori e i calendari ci passano attraverso, ed è il motivo per cui certe decisioni regionali arrivano tardi.
Vigilanza venatoria. L'insieme dei soggetti che controllano l'esercizio venatorio, dalle guardie volontarie alle forze di polizia. Accanto ai cacciatori formati, sono le figure che attuano i piani di controllo.
Volpe. Vulpes vulpes, e vale la pena saperlo: è l'unico carnivoro cacciabile in Italia. Tutti gli altri canidi e mustelidi che potresti incrociare sono particolarmente protetti o fuori elenco.
Z
Zona faunistica delle Alpi. Territorio che la legge tratta a parte per la sua fauna. Vi si applicano regole proprie: fra le altre, il semiautomatico a canna liscia è vietato se il caricatore non è adattato per contenere un solo colpo.
Zona di ripopolamento e cattura. Area destinata a riprodurre fauna selvatica allo stato naturale e a catturarla per immetterla altrove. È il meccanismo con cui si sostengono le popolazioni stanziali, e la caccia vi è vietata.
ZPS. Zona di Protezione Speciale, designata per l'avifauna in attuazione della direttiva Uccelli: nidificazione, sosta lungo le rotte migratorie, svernamento.
ZSC. Zona Speciale di Conservazione, in attuazione della direttiva Habitat. Prima di diventare ZSC un sito passa dallo stadio di SIC, Sito di Importanza Comunitaria — la sigla che si trova ancora su molte carte. Il modo di non confonderle: Uccelli fa le ZPS, Habitat fa le ZSC.