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Porto e trasporto non sono la stessa cosa, e la differenza è un avviso

Il TULPS obbliga «anche il privato che, per qualunque motivo, deve trasportare armi» ad avvisare prima la pubblica sicurezza. Chi ha il porto d'armi in corso di validità non sta trasportando: sta portando. Sembra una sottigliezza e invece decide chi deve fare cosa.

Redazione EsameCaccia 7 min di lettura

Nel linguaggio di tutti i giorni «portare» e «trasportare» un fucile sono la stessa cosa: lo prendi e lo sposti. Nel TULPS sono due istituti diversi, disciplinati da articoli diversi, con obblighi diversi. E il fatto che quasi nessuno lo spieghi genera la domanda che compare in ogni forum di caccia: devo avvisare qualcuno per portare il fucile in macchina?

La risposta breve dipende da un dettaglio che quasi tutte le discussioni saltano. Vediamo prima cosa dice il testo.

L'articolo che nessuno cita

È l'articolo 34 del TULPS, e la parte che riguarda i privati è la seconda frase:

«Il commerciante, il fabbricante di armi e chi esercita l'industria della riparazione delle armi non può trasportarle fuori del proprio negozio od opificio, senza preventivo avviso all'autorità di pubblica sicurezza. L'obbligo dell'avviso spetta anche al privato che, per qualunque motivo, deve trasportare armi nell'interno dello Stato.»

Letto così, sembra chiudere il discorso: chiunque sposti un'arma deve avvisare prima. Ed è per questo che l'articolo, quando qualcuno lo scopre, fa un certo effetto.

Due espressioni meritano attenzione. «Preventivo»: l'avviso è prima, non dopo, e non è una comunicazione da fare al momento del controllo. «Per qualunque motivo»: la norma non distingue fra ragioni buone e cattive, non prevede un elenco di casi esentati per finalità.

Il comma aggiunto dalla riforma regola poi il caso specifico dei passaggi fra soggetti autorizzati:

«Per il trasporto di armi e parti d'arma tra soggetti muniti della licenza di cui all'articolo 31, l'obbligo dell'avviso è assolto mediante comunicazione, almeno 48 ore prima del trasporto medesimo, all'autorità di pubblica sicurezza, anche per via telematica attraverso trasmissione al relativo indirizzo di posta elettronica certificata. La comunicazione deve accompagnare le armi e le parti d'arma.»

Quarantotto ore prima, la PEC va bene, e il documento viaggia insieme all'arma. Questa parte riguarda armerie e titolari di licenza commerciale, non il cacciatore che va a caccia — ma è utile conoscerla, perché è il modello di come l'ordinamento immagina il trasporto: annunciato in anticipo e documentato durante il tragitto.

E allora il cacciatore con il porto d'armi?

Qui arriviamo al punto, e qui va detto con onestà cosa sappiamo e cosa no.

La licenza di porto d'armi autorizza a portare l'arma. Il porto è l'atto di avere con sé l'arma per l'uso a cui la licenza è destinata: nel caso del porto di fucile uso caccia, andare a caccia con il fucile. Un cacciatore che esce di casa con la licenza in tasca e il fucile per andare in un luogo dove può cacciare sta esercitando la facoltà che quella licenza gli dà — non sta compiendo un trasporto da annunciare.

L'articolo 34 riguarda lo spostamento di armi come atto a sé, tipicamente da parte di chi l'arma può soltanto detenerla: chi ha la denuncia di detenzione ma nessuna licenza di porto.

Questa è la lettura che regge sul piano sistematico, e la ritroverai nella pratica. Ma non abbiamo trovato una fonte ufficiale nazionale che lo affermi in queste parole, e non ti diremo il contrario: quello che il testo di legge scrive è la frase citata sopra, senza un'eccezione esplicita per i titolari di licenza. Se la tua situazione è particolare — un'arma che non è quella per cui hai il porto, uno spostamento che non ha a che fare con la caccia, un trasferimento definitivo verso un'altra abitazione — la telefonata alla tua Questura vale più di qualunque pagina, questa compresa.

Come si sposta un'arma, in concreto

Al di là di chi deve avvisare, c'è un comportamento che vale sempre, e che è quello che si osserva se qualcuno controlla.

L'arma scarica. Non «con la sicura»: scarica, camera vuota. È la differenza materiale fra un'arma in trasferimento e un'arma pronta.

In custodia. Fodero, valigetta, custodia rigida: qualcosa che renda evidente che non è a portata immediata. La legge non impone un modello, ma la logica è la stessa dell'obbligo di custodia dell'articolo 38: chi guarda deve poter dire che quell'arma non era pronta all'uso.

Con i documenti. La licenza, se ce l'hai. La ricevuta del versamento della tassa di concessione governativa dell'anno in corso — quella che si paga ogni anno, ed è la prima che ti chiedono. E, per l'arma, il titolo che ne giustifica la disponibilità.

Su come debbano viaggiare esattamente le munizioni rispetto all'arma, l'ordinamento italiano non ha una regola generale scritta come quella di altri Paesi: non ne abbiamo trovata una nazionale, e non te ne inventeremo una. Tenerle separate resta la pratica prudente, e in alcune Regioni la normativa venatoria aggiunge prescrizioni proprie sui trasferimenti durante l'esercizio della caccia — che è un'altra cosa ancora, e si legge nel calendario venatorio della tua Regione.

Una nota sul territorio

Il porto d'armi è un titolo statale: vale su tutta Italia. Con la licenza ottenuta a Palermo puoi cacciare in Piemonte, e l'articolo 12 della legge 157/1992 non conosce confini regionali per la licenza.

Quello che non ti segue automaticamente è il tesserino venatorio, che è regionale, insieme a tutto ciò che la Regione dove ti trovi stabilisce: specie cacciabili, giornate, orari, capi prelevabili. Confondere i due piani è l'altro grande equivoco di questa materia, ed è lo stesso di questa pagina in versione geografica — un documento nazionale e un documento regionale che sembrano la stessa cosa perché stanno nella stessa tasca.

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Domande frequenti

Qual è la differenza fra porto e trasporto di un'arma?

Il porto è tenere l'arma pronta all'uso e lo autorizza la licenza. Il trasporto è spostarla da un luogo a un altro, e il TULPS gli dedica un articolo distinto.

Devo avvisare qualcuno per trasportare il mio fucile?

L'art. 34 TULPS mette l'obbligo di avviso alla pubblica sicurezza «anche al privato che, per qualunque motivo, deve trasportare armi nell'interno dello Stato».

Vale anche se ho il porto d'armi in corso di validità?

Chi ha la licenza sta esercitando il porto, che è l'atto che la licenza autorizza. Non abbiamo trovato una fonte nazionale che lo affermi con queste parole.

Il porto d'armi vale su tutto il territorio italiano?

Sì, la licenza è statale. Quello che non ti segue è il tesserino venatorio, che è regionale, e le regole di caccia della Regione dove ti trovi.

Come va portata l'arma nei trasferimenti?

Scarica e in custodia, in modo che non sia pronta all'uso. È il comportamento che distingue il trasporto dal porto, ed è quello che si valuta sul posto.

Serve avvisare per portare l'arma dall'armeria a casa?

Fra soggetti muniti della licenza dell'art. 31 la comunicazione va fatta almeno 48 ore prima e deve accompagnare le armi durante il tragitto.

Fonti ufficiali