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Rinnovo del porto d'armi uso caccia: cosa serve e cosa succede se è scaduto

Cinque anni di durata e una tassa che si paga ogni anno: sono due scadenze diverse e confonderle è l'errore più comune. Se poi la licenza scade davvero, non perdi le armi — ma parte un altro obbligo, e quasi nessuno te lo dice.

Redazione EsameCaccia 8 min di lettura

Il rinnovo del porto d'armi è una di quelle pratiche che sembrano semplici finché non le fai. Non perché sia complicata — non lo è — ma perché in giro circolano due numeri, cinque e uno, e quasi nessuno spiega che si riferiscono a cose diverse.

Partiamo da lì, perché è l'equivoco che fa arrivare la gente in Questura con i documenti sbagliati.

Cinque anni e un anno: sono due scadenze, non una

La licenza dura cinque anni. Lo dice l'articolo 22, comma 9 della legge 157/1992:

«La licenza di porto di fucile per uso di caccia ha la durata di cinque anni e può essere rinnovata su domanda del titolare corredata di un nuovo certificato medico di idoneità di data non anteriore a tre mesi dalla domanda stessa.»

Se hai letto da qualche parte che dura sei anni, quella fonte è vecchia: il testo originale del 1992 diceva sei, e li ha portati a cinque il D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 104, quello che ha recepito la direttiva europea sulle armi. È in vigore dal 14 settembre 2018.

L'altro numero è la tassa di concessione governativa: 173,16 euro, e quella si versa ogni anno in cui vuoi usare la licenza. Non è un rinnovo, non allunga la durata, non sostituisce niente. È il prezzo annuale per tenere attivo un titolo che dura cinque anni.

Detto in modo brutale: la licenza scade dopo cinque anni, ma può diventare inutilizzabile dopo uno, se non hai versato la tassa. E la ricevuta di quel versamento è la prima cosa che ti chiedono con il fucile in spalla.

Cosa serve, in pratica

Il rinnovo chiede quasi le stesse carte del primo rilascio. La differenza sostanziale è una, ed è in tuo favore.

  • Domanda in marca da bollo da 16 euro.
  • Certificato anamnestico del tuo medico di base, più il certificato di idoneità psico-fisica in bollo da 16 euro, rilasciato dal settore medico-legale della ASL o da un medico militare, della Polizia di Stato o dei Vigili del fuoco in servizio. Sono due documenti distinti — su questo torniamo sotto.
  • Copia della licenza che stai rinnovando.
  • Due fotografie formato tessera, di cui una legalizzata.
  • I versamenti: 173,16 euro sul conto corrente postale 8003 e 1,27 euro per il libretto dell'arma lunga.
  • Una marca da bollo aggiuntiva da 16 euro, che la Questura applica sulla licenza quando te la consegna.

Quello che non ti serve è il certificato di abilitazione venatoria. L'articolo 22, comma 7 è preciso su questo:

«L'abilitazione all'esercizio venatorio è necessaria, oltre che per il primo rilascio della licenza, anche per il rinnovo della stessa in caso di revoca.»

Tradotto: l'esame lo rifai solo se la licenza ti è stata revocata. Un rinnovo ordinario, anche dopo anni in cui non hai cacciato, non ti rimanda davanti alla commissione.

Il certificato medico non è uno, sono due

È il punto in cui si perde più tempo, perché la parola «certificato» al singolare fa pensare a un foglio solo.

Il primo lo firma il medico di base: è il certificato anamnestico, cioè la tua storia clinica. Il secondo è quello che conta davanti alla Questura, e il tuo medico di famiglia non può rilasciarlo: serve il settore medico-legale della ASL, oppure un medico militare, della Polizia di Stato o del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco — e in servizio, non in quiescenza.

Cosa deve dire, lo scrive l'articolo 35, comma 7 del TULPS: che il richiedente

«non è affetto da malattie mentali oppure da vizi che ne diminuiscono, anche temporaneamente, la capacità di intendere e di volere, ovvero non risulti assumere, anche occasionalmente, sostanze stupefacenti o psicotrope ovvero abusare di alcool».

Vale la pena fermarsi su «anche occasionalmente». Non è una formula di stile: è la ragione per cui l'esame tossicologico, dove viene richiesto, non guarda solo l'uso abituale. Due parole, e cambiano cosa può scrivere il medico.

L'altra data da segnare è quella dei tre mesi. La legge non dice «un certificato recente», dice «di data non anteriore a tre mesi dalla domanda». Se lo fai troppo presto e poi rimandi la pratica, lo hai buttato.

E se la licenza è già scaduta?

Qui la risposta corta è quella che serve a chi cerca di corsa: non perdi le armi.

Il porto e la detenzione sono due titoli distinti. La licenza ti autorizza a portare l'arma; la denuncia di detenzione, quella che hai presentato quando l'arma è entrata in casa tua, ti autorizza a tenerla, e non scade insieme alla licenza. Con il porto scaduto non puoi andare a caccia, non puoi portare il fucile fuori casa nei modi che la licenza consente — ma le armi restano legittimamente tue.

Quello che quasi nessuno dice è che dalla scadenza parte un obbligo nuovo. L'articolo 38 del TULPS impone a chi detiene armi comuni da sparo senza avere alcuna licenza di porto d'armi di presentare la certificazione medica ogni cinque anni. E specifica quando comincia a contare:

«Qualora il detentore risulti titolare di licenza di porto d'armi, l'obbligo di presentazione del certificato decorre dalla scadenza della stessa, se non rinnovata.»

Cioè: finché la licenza è valida, il certificato quinquennale del detentore non ti riguarda, perché lo assorbe il rinnovo. Nel momento in cui lasci scadere il porto e non lo rinnovi, quell'orologio parte.

Se non lo rispetti, la conseguenza è nella stessa norma: il prefetto può vietare la detenzione delle armi denunciate. Non è automatico e non è una confisca, ma è la porta da cui si arriva a perdere davvero le armi — e ci si arriva per una scadenza dimenticata, non per un reato.

La regola del 2018 di cui non parla nessuno

C'è un obbligo introdotto con la stessa riforma che quasi nessuna guida cita, e che ha una sanzione seria. Lo trovi nell'articolo 42 del TULPS:

«Il provvedimento con cui viene rilasciata una licenza di porto d'armi ai sensi del presente articolo deve essere comunicato, a cura dell'interessato, ai conviventi maggiorenni, anche diversi dai familiari, compreso il convivente more uxorio, individuati dal regolamento e indicati dallo stesso interessato all'atto dell'istanza.»

In parole semplici: chi vive con te, se maggiorenne, ha diritto di sapere che in casa entra un'arma — e sei tu a doverglielo comunicare, non la Questura. I nomi li indichi tu stesso quando presenti la domanda.

La sanzione non è simbolica: da 2.000 a 10.000 euro, e la norma aggiunge che «può essere disposta, altresì, la revoca della licenza o del nulla osta alla detenzione».

Quando muoverti

La legge non fissa un termine per presentare la domanda di rinnovo prima della scadenza, e su questo preferiamo dirtelo che inventarlo: non abbiamo trovato una fonte nazionale che indichi un anticipo obbligatorio. Quello che è certo è la catena delle date, ed è questa a decidere i tempi.

Il certificato medico vale tre mesi. Ottenerlo dalla ASL richiede una prenotazione, che in alcune sedi non è immediata. Fra la consegna della pratica e la licenza in mano passa il tempo di istruttoria della tua Questura, che varia. Sommando all'indietro da questi tre passaggi si capisce da sé quando cominciare — e nel frattempo, se la licenza scade, semplicemente non cacci.

Un'ultima cosa sui moduli trovati online: l'importo di 1,27 euro per il libretto è lo stesso ovunque, ma il conto corrente su cui versarlo è quello della Tesoreria provinciale della tua provincia e cambia. È il numero che rimanda indietro le pratiche compilate copiando il PDF di un'altra Questura. Chiedilo alla tua.

Devi ancora dare l'esame?

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Domande frequenti

Ogni quanto si rinnova il porto d'armi uso caccia?

Ogni cinque anni. Lo dice l'art. 22, comma 9 della legge 157/1992, nel testo che il D.Lgs. 104/2018 ha portato da sei anni a cinque.

Devo rifare l'esame di abilitazione venatoria per rinnovare?

No. L'art. 22, comma 7 chiede l'abilitazione per il primo rilascio e per il rinnovo solo in caso di revoca della licenza.

Il certificato medico va rifatto ogni volta?

Sì. La norma chiede «un nuovo certificato medico di idoneità di data non anteriore a tre mesi dalla domanda»: quello vecchio non vale.

Quanto costa il rinnovo?

173,16 euro di tassa di concessione governativa più le marche da bollo da 16 euro. La tassa poi va versata ogni anno in cui usi la licenza.

Cosa succede se il porto d'armi è scaduto?

Non puoi più portare l'arma, ma puoi continuare a detenerla: la denuncia di detenzione è un titolo distinto e non scade con la licenza.

Se non rinnovo, devo fare qualcosa per le armi che ho in casa?

Sì. Dalla scadenza della licenza non rinnovata decorre l'obbligo di presentare il certificato medico ogni cinque anni (art. 38 TULPS).

Devo avvisare qualcuno quando ottengo la licenza?

Sì: i conviventi maggiorenni che hai indicato nella domanda. Non farlo costa da 2.000 a 10.000 euro e può portare alla revoca.

Fonti ufficiali