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Storno Sturnus vulgaris

Come si riconosce uno storno da un merlo, le grandi formazioni invernali, i danni all'agricoltura e cosa dice la legge 157/1992.

Lo sapevi che…?

Le formazioni di migliaia di individui che si vedono al tramonto non hanno un capo: ogni storno regola la propria rotta su sette vicini, sempre sette, indipendentemente da quanto sono lontani. Da quella regola locale nasce una figura che si muove come un corpo unico, e che nessun rapace riesce ad aggredire al centro.

Características Distintivas

  • 19-22 cm, corpo tozzo con coda corta e becco appuntito
  • Piumaggio nero con riflessi metallici verdi e viola
  • In inverno fittamente punteggiato di bianco, in estate quasi uniforme
  • Becco GIALLO in periodo riproduttivo, scuro il resto dell'anno
  • Volo diretto e veloce, con ali a triangolo: la sagoma è diagnostica

Con cosa si confonde

Con el merlo:

Il merlo ha coda lunga, becco giallo-arancio tutto l'anno nel maschio e volo basso e ondulato. Lo storno ha coda corta e sagoma a triangolo.

Con el storno-nero:

Lo storno nero, presente in Sardegna, è privo o quasi di punteggiature anche in inverno e ha riflessi più uniformi.

Storno
Maschio di Storno
Maschio
Femmina di Storno
Femmina

Dati utili

Periodo di caccia: Periodi fissati da ciascuna Regione, oltre ai piani di controllo L'art. 18 della L. 157/1992 lo colloca fra le specie cacciabili e demanda alle Regioni i periodi. Per i danni alle colture rientra anche nei piani di controllo dell'art. 19, che non sono attività venatoria. Le finestre reali si leggono sul calendario venatorio in vigore.
Forme di caccia consentite: appostamento, cerca
Omologabile (trofeo): No

Fonti ufficiali

Domande frequenti

Sul storno in Italia.

Come lo distinguo da un merlo?

Dalla coda e dal volo: lo storno ha coda corta e sagoma a triangolo, con volo diretto e veloce. Il merlo ha coda lunga e volo basso e ondulato.

Perché si prende anche fuori stagione?

Per i danni alle colture: rientra nei piani di controllo dell'art. 19, che non sono caccia e seguono regole proprie.

Come fanno a volare così, in migliaia?

Ogni individuo regola la rotta su sette vicini, sempre sette. Da quella regola locale nasce la figura che si muove come un corpo unico.

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